Gli alberi di Natale veri non distruggono le foreste, sono anzi un’ottima alternativa agli alberi artificiali che, con la loro lavorazione estremamente inquinante, contribuiscono a peggiorare gli effetti dei Cambiamenti climatici

Il Natale è ormai alle porte, decorazioni e luminarie abbelliscono strade e piazze di tutte le città da ormai qualche settimana, le vie brulicano di visitatori in cerca del regalo perfetto per i loro cari. L’atmosfera natalizia avvolge ogni anno grandi e piccini, e decorare l’albero in famiglia è uno tra i ricordi più piacevoli della nostra infanzia, vedere i maestosi abeti nei grandi centri commerciali o nei principali luoghi di intrattenimento nelle metropoli di quasi tutto il mondo mette sempre quello spirito di allegria e di solidarietà.

Se c’è un simbolo tipico di questa festività così magica è proprio l’albero addobbato,natale così gradevole alla vista ma decisamente meno affascinante se analizziamo l’enorme impatto ambientale che ha ognuna delle sue fasi di produzione. Secondo uno studio pubblicato dall’associazione Carbon Trust, infatti, un albero artificiale dell’altezza di 2 metri, realizzato molto probabilmente in PVC (materiale plastico più gettonato per la loro fabbricazione) produrrebbe emissioni pari a circa 40 kg di gas serra. Il 66% di esse sarebbe legato all’estrazione del petrolio per la produzione dei materiali, Il 25% agli step di fabbricazione del prodotto e il restante 9% al trasporto. Se consideriamo anche le varie ghirlande e decorazioni realizzate con un processo analogo ci rendiamo facilmente conto di quanto graviamo sull’ambiente ogni anno. È altrettanto importante osservare la ciclicità della ricorrenza e la vita media di un albero artificiale, di circa 5-6 anni. 

Qual è la scelta più sostenibile?

La scelta più sostenibile?

Optare per un vero albero di Natale, esso non andrà a compromettere le condizioni di nessuna foresta, perché la maggior parte di questi esemplari cresce in vivai specializzati, vengono coltivati come una normale coltura anche se con tecniche speciali, procedura che termina con l’estirpazione della pianta dopo 6-10 anni di coltivazione. Solo negli Stati Uniti esistono 12 mila aziende agricole che ne coltivano circa 400 milioni: per ogni albero venduto, altri nove vengono lasciati a maturare e crescere fino all’altezza giusta, contribuendo nel frattempo ad assorbire CO2 e rilasciare ossigeno. L’ideale sarebbe acquistarlo con radici per poterlo poi utilizzare per più anni nel periodo di Natale oppure trapiantarlo nel proprio giardino o altrove. Purtroppo le condizioni climatiche non sono sempre ottimali e non ci sono molte probabilità che la pianta attecchisca, esistono però altre alternative: a New York ad esempio una volta finite le feste vengono usati per la produzione di fertilizzanti in parchi come Central Park o nelle aiuole sparse per la città, quelli più grandi invece (25-30 metri) per creare arredi urbani o matite.

Cosa possiamo fare?

Se esiste un solo responsabile dei cambiamenti climatici questo è proprio il nostro sfrenato consumismo, che durante le feste non passa per niente inosservato. Per migliorare le condizioni ambientali dovremmo distruggere il sistema su cui si basa la società odierna e ricostruirlo da capo, ma se vogliamo continuare con le stesse abitudini non ci resta che scegliere per ogni nostra spesa la via più sostenibile. Se hai un albero artificiale utilizzalo fino a quando sarà possibile, una volta usurato opta per un vero albero e cerca di dargli una vita anche dopo le feste, l’ideale sarebbe trapiantarlo ma puoi anche rivolgerti al tuo comune per recarti in un centro smaltimento apposito.

Com’è il tuo albero di Natale? Hai mai acquistato un vero albero per le feste? Speriamo che da questo momento inizierai a valutare l’idea, se non lo avevi ancora fatto. Raccontaci la tua opinione in un commento qui sotto, e ricorda che per una conversazione più elaborata ci trovi anche su Facebook e Instagram.

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