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Cambiamenti climatici

Giacomo Leopardi e il rapporto uomo e natura: alcune considerazioni

Due anni fa, in questo periodo, ero in quinta superiore studiando e ripassando il programma scolastico di tutto l’anno in vista degli esami di maturità. Nell’ultimo periodo, sarà sicuramente capitato anche a voi, mi trovo molto spesso a ricordare come fosse la mia vita negli stessi mesi di anni precedenti; questo mi riporta alla memoria bellissimi ricordi e delle riflessioni.

Ho riflettuto su un autore in particolare: Giacomo Leopardi, che ho tanto apprezzato quanto odiato per la modalità scolastica con cui mi è stato presentato: grossolana e sbrigativa. Ho pensato ad un testo in particolare: il dialogo della Natura e di un islandese.

Due anni fa, in questo periodo, ero in quinta superiore studiando e ripassando il programma scolastico di tutto l’anno in vista degli esami di maturità. Nell’ultimo periodo, sarà sicuramente capitato anche a voi, mi trovo molto spesso a ricordare come fosse la mia vita negli stessi mesi di anni precedenti; questo mi riporta alla memoria bellissimi ricordi e delle riflessioni.

Ho riflettuto su un autore in particolare: Giacomo Leopardi, che ho tanto apprezzato quanto odiato per la modalità scolastica con cui mi è stato presentato: grossolana e sbrigativa. Ho pensato ad un testo in particolare: il dialogo della Natura e di un islandese.

il dialogo tra la natura e un islandese

Da questo testo ho ricavato alcune considerazioni sul rapporto tra uomo e Natura; l’intento non è quello di fare un’analisi dettagliata dell’opera, ma di riflettere sull’evoluzione di questo legame indissolubile e su quali siano i nostri compiti nei confronti della Terra.

Un piccolo riassunto 

L’islandese gira il mondo per sfuggire la Natura quando, nel cuore dell’Africa, incontra proprio lei. Inizia dunque un dialogo tra la natura e il viaggiatore, che le confida di essere in cerca di una vita tranquilla e libera dal dolore.

L’ Islandese si scontra sia con la società, che pare avere ambizioni differenti, sia con la natura per via delle condizioni climatiche ostili tipiche della sua madrepatria.

Nonostante sia riuscito a liberarsi degli uomini non riesce a raggiungere la serenità tanto sperata: la forza impetuosa della natura si fa sentire ovunque lui vada, anche in luoghi dove il clima è più favorevole la natura sembra volergli mettere sempre i bastoni tra le ruote.

Ora che finalmente si trova faccia a faccia con il temuto nemico, che secondo lui è l’unico responsabile dell’infelicità umana, le chiede perché si ostina a tormentare il genere umano.

La natura risponde alle accuse dichiarando che le sue azioni non hanno nulla a che vedere con la vita degli uomini, di non essere responsabile né delle Gioie né dei dolori dell’uomo. Avverte il viaggiatore sulla natura della vita in questo universo, che  è un perpetuo circuito di produzione e distruzione e che, quindi, distruzione e morte sono i presupposti per una nuova vita altrove, per una rinascita.

Al termine del loro dialogo l’islandese riceve la sua ultima sconfitta dalla natura, Leopardi lascia il finale in sospeso, raccontando due versioni dei fatti: Due Leoni sbranano il viaggiatore, questo permetterà loro di vivere un giorno in più, in alternativa l’islandese viene travolto dal vento morendo sotto la sabbia.

Uomo e Natura sono due entità separate?

Sul nostro blog abbiamo riflettuto più volte sull’ideale di progresso promosso negli ultimi decenni: basato sul consumismo e gli interessi economici che portano gli uomini a compiere azioni spietate contro l’ambiente che si rivoltano irrimediabilmente contro di lui.

In passato le più grandi civiltà hanno costruito le loro prime città sui corsi d’acqua, a stretto contatto con la natura: imparavano da essa e ne sfruttavano le risorse, si servivano dei suoi frutti per nutrirsi, degli astri per orientarsi e dei fiumi per vivere; nella natura gli uomini trovano anche le prime divinità da adorare, segno di una connessione tra le due parti.

Perchè l’uomo fugge dalla natura?

Con l’avanzare del tempo l’uomo si è progressivamente allontanato dalla natura, il progresso scientifico e tecnologico che lui stesso ha creato l’ha portato a isolarsi nella sua visione antropocentrica del mondo, e a dimenticare quello che la Natura ha fatto per lui in origine.

Ci siamo allontanati dai corsi d’acqua per costruire le nostre città, ora un luogo vale l’altro: abbiamo sostituito foreste con grandi metropoli, carrozze e cavalli con mezzi più veloci, anche se a discapito della pulizia dell’aria, e dall’adorare gli elementi della natura siamo passati a venerare il Dio Denaro.

Perché è avvenuto questo distacco? L’uomo si è semplicemente reso conto di non essere completamente dipendente dalla Natura? Ha capito che poteva anche farne a meno?

La soluzione è unire la forza della natura alla ragione umana

In questi ultimi decenni abbiamo percepito in prima persona lo stretto legame con la natura e l’ambiente. Non siamo due entità separate, l’uomo è parte integrante della natura, assieme a lei facciamo parte di quel perpetuo circuito di produzione e distruzione.

Nel dialogo della Natura e di un islandese la Natura chiede all’uomo:

“Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra?”.

Probabilmente è proprio questa la radice del problema: la presunzione di poter fare ogni cosa sulla Terra, anche a danno della natura, solo perché ne abbiamo i mezzi, dimenticandoci che siamo parte dello stesso cosmo.

La soluzione, per noi di Warm Burrow, sta nello sfruttare le nostre conoscenze e le nostre competenze tecnico-scientifiche per riavvicinarci alla natura, per lasciare che si riprenda gli spazi che le abbiamo ingiustamente sottratto.

La chiave del vero progresso, secondo noi, è unire intelletto e ragione umana alla forza della natura. Questa fusione è possibile e uno degli esempi più emblematici è dato dallo sfruttamento delle rinnovabili.

Il nostro futuro ideale è meno consumistico e meno antropocentrico, riteniamo sia arrivato il momento per l’uomo di imparare a vivere con la Natura e smettere di fuggire da essa. Siamo parte integrante della natura: è fuori e dentro di noi, è il nostro istinto primordiale e il nostro archè: non possiamo davvero sfuggirle.

Quando iniziare? Ora!

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