Benvenuti sul nostro portale settimanale in cui trattiamo o approfondiamo qualche argomento in tema con i Cambiamenti climatici

Spesso vi abbiamo parlato di alcune misure prese dai governi o dalle organizzazioni per mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Essi sono progetti concreti e funzionanti come the ocean cleanup, nuove scoperte scientifiche che potrebbero rimediare al problema della plastica come l’enzima PETase, ma purtroppo sono anche tentativi falliti di risolvere un problema ambientale, come nel caso del MOSE di Venezia.

Oggi ne parliamo più concretamente: in questo articolo vedremo infatti tutte quelle iniziative e piani che l’unione europea vuole attuare entro il 2030. Abbiamo raccolto informazioni al fine di dare un quadro completo di come vuole comportarsi l’unione europea.

Questo è lo scopo del team Warm Burrow: raccogliere notizie, informazioni e consigli dalla nostra esperienza quotidiana e riproporre ciò che abbiamo imparato alla nostra community, con cui amiamo confrontarci, ed è per questo che vi sproniamo sempre a farci sapere cosa ne pensate dei temi che trattiamo e dei nostri contenuti, siete importantissimi!

Ultimamente mi chiedevo su quali fronti stesse davvero lavorando l’Unione Europea, per garantire la preservazione del territorio e il benessere sia dei cittadini che quello del pianeta. Naturalmente questi obiettivi non sono nascosti al pubblico, e tutto ciò di cui vi parlerò è spiegato in diversi articoli pubblicati dal sito ufficiale dell’Unione, che tenterò di riassumere brevemente.

Per passare all’azione è necessario dapprima identificare gli ambiti e i settori che necessitano maggior riguardo, secondo l’UE alcuni di essi sono quello dell’energia, della mobilità e i trasporti, la finanza sostenibile, la ricerca e innovazione sui cambiamenti climatici e, naturalmente gli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall’ONU.

Una volta definiti gli ambiti in cui è necessario intervenire, l’Unione Europea prende i seguenti provvedimenti.

  • Un sistema basato sulla limitazione e lo scambio

Le imprese avranno un limite di emissione dei gas serra, esso verrà ridotto col passare del tempo. In questo limite le imprese ricevono o acquistano quote di emissione, vale a dire il diritto di produrre una certa quantità di CO2 in un tempo prestabilito. Ogni anno le società restituiscono un numero di quote per coprire le loro emissioni che, se vengono ridotte, possono essere utilizzate nell’anno successivo o vendute ad altre imprese.

  • Obiettivi nazionali

Ideati per controllare le emissioni in quei settori in cui non vale lo scambio di quote di emissione, come l’edilizia, agricoltura o trasporti.

  • Preservazione delle foreste

Include la riforestazione o la conversione di terreni coltivabili in grandi distese erbose. Le foreste europee assorbono ogni anno circa il 10% delle emissioni dell’UE.

  • Riduzione delle emissioni prodotte dai trasporti

Le norme relative alla limitazione circa circolazione dei veicoli in ogni città è solo un esempio.

  • Favorire le energie rinnovabili

È molto importante la promozione dell’uso di fonti rinnovabili e delle tecnologie innovative a basso impatto ambientale

  • Eliminare i gas fluorurati

Essi sono sostanze chimiche artificiali usate in vari settori e applicazioni, non riducono lo strato di Ozono ma alimentano il riscaldamento globale, con il protocollo di Montreal (1987) sono stati gradualmente ridotti, ora è il caso di eliminarli completamente.

  • Proteggere lo strato di ozono

Fondamentale per mantenere la temperatura atmosferica adatta, dopotutto è grazie a lui che sulla Terra esiste la vita, forse non meritavamo questo regalo.

  • Adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici

Come scrivevamo in uno dei nostri primi articoli, non possiamo evitare i violenti effetti dei cambiamenti climatici, ma adattarci ai suoi effetti si. Come? Direi che se tutti questi obiettivi verranno seguiti, faremo un grosso passo avanti.

  • Finanziare l’azione per il clima

È bello parlare di cambiamenti concreti e così utili, ma si sa, nella società odierna, “senza soldi non vai da nessuna parte”, ed è per questo che servono fondi da parte delle grosse associazioni: per rendere concreto il cambiamento!

Questi erano gli obiettivi che L’Unione Europea sta perseguendo per invertire la rotta del progresso, tecnologico sì, ma che sia sostenibile.

Credi che riusciremo, entro il 2030, a dare una svolta alle nostre abitudini? Hai fiducia negli obiettivi dell’Unione e quelli di sviluppo sostenibile dell’ONU?

Personalmente, se confido nella riuscita dei primi, sono, purtroppo, molto dubbiosa sui traguardi imposti dall’ONU. Il primo obiettivo di sviluppo sostenibile è l’eliminazione della povertà: tanto giusto quanto utopico, sarebbe meraviglioso ma per farlo dovremmo ribaltare il sistema della società a livello globale.

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