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Ecosostenibilità

Metodi di produzione sostenibili: la stampa 3D

Oggi vogliamo parlarvi dei motivi per cui la tecnica di stampa 3D è un metodo di produzione sostenibile, per farlo ci siamo confrontati con i ragazzi di Totum Gear: un nuovo progetto che mira alla realizzazione di componenti per moto e biciclette, al fine di comprendere meglio il mondo della stampa 3D

La prima volta che ho visto con i miei occhi una stampante 3D in funzione è stato circa cinque anni fa all’università LIUC di Castellanza (Varese), che stava introducendo un corso sulle tecnologie e le tecniche di prototipazione rapida attraverso la stampa e la scansione 3D

Sono rimasta subito affascinata sia dal processo produttivo che dai prodotti finali, al punto che non ho smesso di informarmi su queste tecniche e di parlarne con chi le sta sperimentando.

Questo è lo scopo di Warm Burrow: condividere con il nostro pubblico informazioni sui temi della sostenibilità e le nostre esperienze, al fine di parlarne non in qualità di esperti (che non siamo), ma in un’ottica di condivisione per cercare di portare un cambiamento positivo nel mondo.

Oggi voglio parlarvi dei motivi per cui la tecnica di stampa 3D è un metodo di produzione sostenibile, per farlo ci siamo confrontati con i ragazzi di Totum Gear: un nuovo progetto che mira alla realizzazione di componenti per moto e biciclette, al fine di comprendere meglio il mondo della stampa 3D

Prototipazione rapida

Uno dei vantaggi della stampa 3D è proprio la prototipazione rapida: questo metodo permette la realizzazione di un ampio numero di oggetti in modo più veloce, a differenza della produzione in serie che necessita di apparecchiature costose e di una lunga preparazione dei macchinari. La preparazione del dispositivo per stampare i prodotti finali è molto più rapida e, sicuramente, più economica.

È una tecnica “additiva”

Avete presente la Pietà Rondanini di Michelangelo?

È un’opera a mio parere emblematica per comprendere questo punto. Si tratta dell’ultima scultura di Michelangelo che non è mai riuscito a terminare, qui si notano le due figure di Gesù e Maria che spuntano dal blocco di marmo che l’artista avrebbe dovuto modellare, eliminando gli eccessi di materiale, fino a rendere quel blocco irriconoscibile.

Questa pratica naturalmente non vale solo per la scultura, ma è una peculiarità della realizzazione di moltissimi oggetti. La stampa 3D invece riduce significativamente gli scarti, proprio perché è una tecnica additiva piuttosto che sottrattiva, si utilizza infatti solo la quantità di materiale necessaria alla realizzazione dei prototipi. A volte questi esigono la presenza di supporti per mantenere l’oggetto in equilibrio e quindi la stampa possibile, essi vengono però progettati in modo da essere il più leggeri possibile e, di conseguenza, mantenere gli scarti al minimo indispensabile. 

Altro punto a favore delle parti stampate in 3D è che a differenza di ogni oggetto prodotto “per sottrazione”, quelli in 3D possono essere completamente vuoti all’interno o comunque meno “densi” di materiale, questo oltre a ridurre gli sprechi è possibile solo utilizzando stampanti 3D.

Ma gli oggetti non saranno di plastica?

Smentiamo subito questo punto, inizialmente è importante considerare che oltre ai materiali plastici è possibile stampare anche parti in metallo, con particolari geometrie non realizzabili con le tecniche tradizionali sottrattive o di fusione. Titanio, acciaio o nichel-cromo sono i metalli con cui, ad oggi, è possibile stampare in 3D (Selltek.it). 

Oltre a ciò è fondamentale considerare anche la presenza delle bioplastiche: quando abbiamo visitato Canapa expo: l’esposizione dedicata alla Cannabis, abbiamo visto prototipi stampati in 3d in bioplastica di Canapa, esistono però anche altre soluzioni. 

I ragazzi di Totum Gear ci hanno parlato della loro scelta, che è anche tra le più gettonate, di stampare in PLA. Questo materiale: l’ acido polilattico, deriva dalla trasformazione degli zuccheri presenti in mais, barbabietole, canne da zucchero e altri materiali naturali e rinnovabili non derivati dal petrolio. È una bioplastica biodegradabile e compostabile, quindi si degrada rapidamente nel terreno una volta raggiunte le condizioni di temperatura e umidità necessarie, insomma un materiale 100% ecosostenibile.

La stampa 3D è un metodo di produzione innovativo

In conclusione, la tecnica di stampa 3D è un processo innovativo e sostenibile, sia per quanto riguarda la preparazione del processo che la scelta dei materiali, sempre più aziende infatti stanno puntando ad una selezione di materie prime più sostenibili.

Vogliamo ringraziare Totum Gear che, come abbiamo precedentemente spiegato, si occupa di realizzazione di componenti per moto e biciclette. Ricordatevi di loro se le vostre bici o moto hanno dei problemi e state già pensando al successivo mezzo da acquistare.

Noi di Warm Burrow incitiamo sempre a riparare piuttosto che sostituire, riciclare piuttosto che gettare via, quindi siamo sempre felici di condividere con voi le conoscenze di chi ha più esperienza di noi.

Chiara Di Niccolo

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