Cause e conseguenze degli incendi boschivi

Un incendio boschivo incontrollato può devastare tutto sul suo cammino, diffondendosi per chilometri, attraversando fiumi e strade.

Ogni anno si verificano tra i 60.000 e gli 80.000 incendi boschivi, che distruggono tra i 3 ei 10 milioni di ettari. Sebbene gli incendi boschivi abbiano impatti diversi sull’ambiente, a seconda delle loro dimensioni e frequenza, anche le cause sono diverse.

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Cause sempre più legate alle attività antropiche

Alcune centinaia di anni fa, gli incendi boschivi erano un’“attività” naturale causata principalmente da fenomeni rari, come un’eruzione vulcanica o un terremoto, che si verificavano in aree geografiche molto specifiche. Pertanto, non sono loro, ma i fulmini, la causa principale della partenza degli incendi boschivi da fonti naturali. 

Ad esempio, rappresenta circa il 2% degli incendi nella zona del Mediterraneo… e quasi il 30% in Quebec! In Spagna, il 5% degli incendi è dovuto a cause naturali, soprattutto in luoghi secchi e caldi. 

In alcune parti del Paese (Aragona, catene pirenaiche, ecc.), temporali e fulmini, in assenza di pioggia, sono responsabili del 25% delle partenze di incendi boschivi.

Anche altre circostanze eccezionali e fenomeni molto insoliti, come la collisione di due rocce silicee che producono una scintilla, possono avere un impatto (minimo) sugli incendi. Gli incendi di origine naturale sono spesso incanalati rapidamente poiché di solito hanno un solo focolaio.

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Ma oggi le cause naturali sono molto meno frequenti e ora lasciano il posto alle attività umane, volontarie o meno:

  • Il 43% degli incendi boschivi provocati dall’uomo sono legati a imprudenze ( mozziconi di sigaretta, depositi di rifiuti, bruciature). Possono anche verificarsi a seguito di sovratensioni, danni alle linee elettriche o incidenti militari come è successo nel 2016 e 2017 al campo militare di Captieux in Gironda (causato da un incendio militare, che ha distrutto 1300 ettari di pini) o al campo militare di Le Mans nell’aprile 2017 Infine, la temerarietà è spesso legata ad attività ricreative, lavori agricoli o forestali (55% degli incendi)
  • Il 25% degli incendi boschivi causati dall’uomo è causato da piromani, vendetta o strategia politica o amministrativa.

Il resto è classificato di origine sconosciuta… Così oggi ad agosto 2021 in Italia sono bruciati già più di 103.000 ettari di bosco.

Fauna e flora sconvolte dagli incendi boschivi

Quando la frequenza degli incendi boschivi in una determinata area è elevata, le conseguenze possono essere devastanti. Se alcuni specialisti considerano il fuoco una manna per l’ecosistema (eliminazione di piante e piante malate, aumento della diversità vegetale e animale, ecc.), non bisogna dimenticare che i cicli naturali delle foreste sono disturbati e che alcune specie scompaiono, mentre sono invasive le piante proliferano. Gli incendi boschivi aumentano i livelli di anidride carbonica nell’atmosfera, contribuendo all’effetto serra e al cambiamento climatico. Inoltre, le ceneri distruggono gran parte dei nutrienti ed erodono il suolo, causando allagamenti e frane.

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L’uso di sostanze chimiche nella lotta antincendio aggiunge un ulteriore problema alle già drammatiche conseguenze degli incendi boschivi. Secondo un recente studio del Consiglio Supremo per la Ricerca Scientifica (CSIC), le sostanze chimiche contenute nei “ ritardanti di fiamma ” utilizzati per spegnere gli incendi (come Fire-Trol) si accumulano nel terreno per anni. I risultati dello studio evidenziano la presenza di polifosfato di ammonio , noto per alterare la fertilità del suolo, la biodiversità e influenzare la composizione della vegetazione. L’OMPE sta attualmente studiando SEURFF : Sistema di Estinzione Ultra Rapide degli Incendi Forestali.

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